Goal 16: Pace, giustizia e istituzioni solide
Autore: Francesco Pio Manca

Il goal 16 dell’Agenda 2030 consiste nel costruire un mondo pacifico, con la parita’ di diritti e con una giustizia che sia veramente uguale per tutti, in ogni stato del mondo.

Nel goal 16, notiamo che i sott’obiettivi trattano in particolar modo, dell’accesso alla giustizia in maggior numero di stati e della costituzione di uno stato forte e con regolamenti rigidi. Inoltre, per quanto riguarda la pace, questo goal richiede una relazione molto pacifica tra tutti gli stati del mondo, così da rendere minori le probabilità di guerre e da rendere maggiori le possibilità di usare la diplomazia in caso di problemi.

Pertanto, il goal 16 mira a ristabilire la pace nei Paesi in conflitto attraverso istituzioni efficaci a ridurre ogni forma di violenza, compresa la tortura, a combattere il traffico di armi e sostenere la lotta contro tutta la criminalità organizzata. Prevede, inoltre, di ridurre in modo significativo corruzione e concussione, così come i flussi finanziari illeciti, di garantire lo stato di diritto, l’accesso alla giustizia e il diritto di stampa, in ottemperanza al principio “leave no one behind” che implica una particolare attenzione anche alla salvaguarda dell’ambiente, degli ecosistemi e di tutte le specie che lo abitano.

A livello nazionale, il Rapporto ISTAT 2020 valuta una serie di parametri che nel complesso danno conto del livello di sicurezza, giustizia, partecipazione e libertà di espressione. Nel 2018, in Italia, sono stati commessi 345 omicidi volontari, corrispondenti a 0,6 per 100.000 abitanti (in riduzione rispetto al 2017 in valore assoluto e per gli uomini, ma in aumento per le donne). Nel 2019 è aumentato il numero di detenuti adulti nelle carceri italiane in attesa di primo giudizio, con un l’indice di affollamento superiore alla capienza regolamentare ed è rimasta molto elevata la durata media dei procedimenti dei giudizi civili, circa 421 giorni di media. È diminuita leggermente nel 2019 rispetto all’anno precedente la quota di famiglie (pari al 6,9%) che lamentano difficoltà nel raggiungere almeno tre servizi essenziali tra: farmacie, pronto soccorso, ufficio postale, polizia, carabinieri, uffici comunali, scuole, supermercati.