Goal 14: Vita sott'acqua
Autore: Aleandro Sicoli

Il Goal 14 dell’Agenda 2030 punta a proteggere e utilizzare in modo sostenibile le risorse di oceani e mari.

L’immensa distesa d’acqua degli oceani, in particolare, costituisce il più grande ecosistema del nostro pianeta. Un sistema che contribuisce a regolare il clima fornisce circa la metà dell’ossigeno necessario alla vita e assorbe più di un quarto del biossido di carbonio. Un sistema globale essenziale anche per lo sviluppo dell’economia mondiale. Insomma, un patrimonio indispensabile alla vita, da difendere e preservare.

I mari sono minacciati in maniera diretta dalle attività umane, come lo sfruttamento dei litorali, la distruzione degli habitat, la pesca industriale intensiva e la plastica, materiale prodotto dall’uomo che sta invadendo non solo la superficie terrestre ma anche quella dei mari dove si sono formati degli accumuli giganteschi chiamati “isole di plastica”, con una superficie probabile pari a circa 1,6 milioni di Km2 (se ne contano addirittura 6: due nell’Oceano Atlantico, due nell’Oceano Pacifico, una nell’Oceano Indiano e una nel Mar Artico).

La plastica non è nociva solo per la fauna e la flora marina, ma anche per la salute dell’uomo perché risale la catena alimentare: microplastiche sono state ritrovate negli alimenti provenienti dal mare, nel sale e nell’uomo.

Il Rapporto ISTAT 2020 sottolinea che le Aree marine comprese nella rete Natura 2000 sono il principale strumento di tutela della biodiversità. Tali aree nel 2019 delimitano complessivamente una superficie di 11.041 Km2, con un incremento di 5.163 Km2 rispetto all’anno precedente. Il Rapporto evidenzia anche che la maggior parte degli stock ittici è in sovra sfruttamento non rientrando per il 90,7% nei livelli biologicamente sostenibili tali da garantire la capacità di riproduzione.