Goal 13: Lotta contro il cambiamento climatico
Autore: Daniele Bevilacqua

L’obiettivo 13 invita gli Stati a integrare misure di protezione dell’ambiente nelle proprie politiche nazionali e di sostenersi reciprocamente di fronte alle sfide. L’obiettivo prevede un rafforzamento della resilienza alle catastrofi naturali provocate dai mutamenti climatici e ribadisce la promessa dei Paesi più sviluppati di raccogliere congiuntamente, entro il 2030, 100 miliardi di dollari all’anno provenienti da varie fonti per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai mutamenti climatici.

Per fronteggiare il rischio climatico, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e i successivi accordi, il Protocollo di Kyoto e gli Accordi di Parigi del 2015 hanno impegnato i Paesi a contenere l’incremento della temperatura media globale a 1,5 gradi tramite la riduzione delle emissioni e l’adozione di pratiche di mitigazione.

I paesi devono inoltre predisporre strategie di adattamento per difendersi dagli effetti avversi. Per contrastare la crisi climatica e ambientale è necessario un cambio di paradigma, una transizione verso un’economia più sostenibile, con minori pressioni sull’ambiente, che possa tuttavia rappresentare un volano per lo sviluppo di quelle imprese che riusciranno a coglierne le opportunità, investendo in sistemi più moderni, efficienti e a minor impatto ambientale.

Secondo il Rapporto ISTAT 2020, in Italia i fenomeni meteorologici estremi (frane, alluvioni, incendi boschivi, ondate di calore, deficit idrici, siccità e desertificazione) si stanno intensificando anche a causa dei cambiamenti climatici e anche per la fragilità del territorio, la mancata manutenzione, l’obsolescenza delle infrastrutture. Il 2% della popolazione è esposto al rischio frane, mentre il 10% al rischio alluvioni. Le anomalie di temperatura media sulla terraferma nel 2018 riportano un incremento pari a 1,71oC in Italia e di 0,98oC a livello globale, confermando un trend “positivo” per il periodo 1991-2018.