Goal 2: Fame Zero
Autore: Biancamaria Manca

Il secondo obiettivo è un agenda per le persone, per il pianeta, per la prosperità, per la pace e attraverso i partenariati.Porta una visione più ampia e di trasformare il nostro mondo eradicando la povertà e assicurando la transizione verso lo sviluppo sostenibile.

Ogni giorno, il WFP (World Food Programme) e i suoi partner lavorano per rendere più possibile un mondo a fame zero. Con l’assistenza alimentare umanitaria, forniscono cibo nutriente a chi ne ha urgente bisogno.
Per velocizzare questo processo, di salvare l’umanità dalla cattiva alimentazione ci sono degli obiettivi da raggiungere prima che arrivi il 2030.

La domanda di alimenti è destinata a crescere e si stima che la produzione dovrà essere più che raddoppiata entro il 2050. In Italia, il Rapporto ISTAT 2020 ci rappresenta i progressi di questo obiettivo legati principalmente alla sicurezza alimentare, alla lotta alle cattive abitudini alimentari, al sostegno allo sviluppo rurale e alla promozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale.

Nel 2018, l’1,5% delle famiglie italiane ha avuto problemi nel potersi permettere un pasto proteico almeno due volte a settimana (era il 4,6% nel 2013); oltre il 30% dei bambini da 3 a 5 anni risultano in sovrappeso (la percentuale scende con l’aumento dell’età); le superfici destinate all’agricoltura biologica continuano ad aumentare e diminuisce l’impiego di fitofarmaci, mentre restano alte le emissioni di ammoniaca, legate soprattutto agli allevamenti e non diminuisce l’impiego dei fertilizzanti; infine continua a diminuire l’indice di orientamento all’agricoltura della spesa pubblica (passato da 0,35 a 0,19 punti fra 2010 e 2018), in direzione contraria a quella auspicata dall’Agenda 2030.